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Epatite C
HCV, acronimo di Hepatitis C Virus, è il virus che causa l’epatite C, un’infezione che colpisce il fegato e che può diventare cronica causando anche cirrosi e tumore del fegato.
Il virus dell’epatite C si trasmette attraverso il contatto diretto con il sangue di una persona infetta. Il contagio può avvenire in diverse occasioni che potremmo non riconoscere come situazioni di rischio.
Le modalità di trasmissione più comuni sono: condivisione e riutilizzo di aghi e siringhe; tatuaggi e piercing; procedure ospedaliere e ambulatoriali; rapporti sessuali non protetti con partner occasionali; interventi estetici (trucco semipermanente, trattamenti e ricostruzioni delle unghie, utilizzo di rasoi); attività lavorative a rischio di punture con aghi contaminati o oggetti taglienti; trasmissione dalla madre al figlio durante il parto.
Nella sua fase iniziale, quella acuta, l'infezione da virus dell'epatite C è spesso asintomatica (senza sintomi). Nella maggior parte delle persone, circa il 70%, l'infezione acuta non guarisce da sola ma diventa cronica, rimanendo asintomatica anche per 10 o 20 anni. I sintomi, quali ad esempio ascite (accumulo di liquidi) e ittero (colorazione della pelle gialla), compaiono solo quando il danno al fegato ha già prodotto una cirrosi epatica e l’organo non è più in grado di funzionare bene.
Se sei positivo puoi contagiare le persone che ti circondano con le modalità di trasmissione del sangue più comuni. Una diagnosi precoce è fondamentale per prevenire la trasmissione ad altri.
Sì, in Italia sono disponibili delle terapie estremamente efficaci, rapide e sicure. Si tratta di farmaci in compresse, da assumere per 8-12 settimane, sotto l’accurato controllo di un centro specialistico, che riescono ad eliminare definitivamente il virus dal corpo.
Le terapie sono efficaci in oltre il 98% dei casi senza effetti collaterali rilevanti.
Non esiste attualmente un vaccino per l'epatite C, dunque l'adozione di misure di prevenzione volte a evitare il contatto con sangue infetto è l'unica forma di prevenzione possibile.
LO SCREENING
Il test consiste in un semplice prelievo di sangue per ricercare gli anticorpi specifici che il nostro organismo produce contro l'infezione da virus dell’epatite C.
Il test può essere effettuato in modo del tutto gratuito da tutti i nati tra il 1969 e il 1989.
No, per fare il test non è necessaria la prescrizione del medico curante.
No, non bisogna essere a digiuno.
Il prelievo di sangue non ha rischi per la salute.
Solo tu e il personale sanitario – che è obbligato a rispettare il segreto professionale – sarete informati dell’esito del test e nessun altro potrà esserne informato a meno che tu non lo desideri.
Riceverai il risultato del tuo esame direttamente con un SMS inviato al numero di cellulare da te scelto.
La cura
Se il test risulterà positivo, ovvero se si trovassero anticorpi contro il virus HCV, sullo stesso campione di sangue, senza dover fare altri prelievi, sarà eseguito direttamente il test per l'HCV-RNA. Questo esame serve a cercare il materiale genetico del virus, per capire se il virus è ancora presente nel tuo corpo e l’infezione è attiva.
Se questa seconda analisi risulterà negativa significa che hai avuto l'infezione in passato ma sei guarito, e nel tuo corpo è rimasta memoria dell'infezione. In questo caso non sarà necessario eseguire altri esami.
Se invece l'analisi dell'HCV-RNA dovesse risultare positiva, la diagnosi di infezione cronica da virus dell'epatite C sarà confermata e verrai indirizzato a un centro specialistico della Rete HCV per concordare l’inizio della terapia antivirale.
Se non curata, l'epatite C può causare danni irreversibili al fegato. Il 20-30% dei pazienti con epatite C cronica sviluppa nell’arco di 10-20 anni una cirrosi e, in circa l’1-4%, un successivo cancro del fegato.
Alcuni farmaci, anche integratori o medicine naturali, possono ridurre l’efficacia delle cure. Quindi, insieme al medico che le prescriverà la cura per l’epatite C, valuterete quali dei farmaci che assume abitualmente può continuare e quali è meglio sospendere per il breve periodo della cura dell’epatite.
Dato che i farmaci per l’epatite C non sono stati specificamente testati su donne in gravidanza, è sconsigliabile usarli in questo periodo. La cura dell’epatite C andrà effettuata al termine della gravidanza e dell’allattamento. Va ricordato però che fare il test per l’epatite C in gravidanza è comunque necessario, perché informa sull’eventuale rischio di trasmettere la propria infezione al neonato.
Se entri nuovamente in contatto con sangue infetto, puoi contagiarti di nuovo.

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